ENDORSEMENT FRA MITO E LEGGENDA

 UN PO’ DI CHIAREZZA

In tanti anni di attività come musicista, ho collaborato con diverse aziende produttrici di strumenti e ho riscontrato una grande confusione sull’argomento “endorsement” da parte di molti giovani musicisti ma non solo. La parola “endorsement” nell’immaginario di un ragazzo alle prime armi, risuona come un obiettivo, come il raggiungimento di uno status importante. Mi dispiace deludervi, ma fare l’endorser non è un lavoro, nessuno ti paga perchè fai l’endorser al limite ti pagano perchè sei un musicista ed essere un buon musicista è l’unico l’obiettivo da raggiungere. Tuttavia sono stato ragazzo anche io e non nascondo che avere l’attenzione di una azienda e uno strumento “gratis” era uno dei miei sogni e mai all’epoca avrei pensato che un giorno sarei anche arrivato a rifiutare degli strumenti in regalo (cosa che è successa più di una volta, sebbene io non mi reputi degno di tanta attenzione) . Ho commesso degli errori certo, e sulla base di questi errori mi sento di poter dare dei consigli riportando un piccolo Vademecum per chi muove i primi passi in questo settore.

Quale fra queste, è la motivazione che vi spinge a cercare un endorsement?

1) Voglio lo strumento gratis o in comodato qualsiasi esso sia pur di comparire sul sito di un produttore e vantarmi di essere endorser

Pessimo approccio, avete frainteso il vostro ruolo di musicista. Come vi ho detto prima, nessuno vi pagherà per quello oltre al fatto che la vostra credibilità dipenderà dal vostro suono. Nel mondo della musica ci sono degli standard lavorativi anche nella strumentazione e rischiate di compromettervi con un marchio non all’altezza che magari non piace agli addetti ai lavori. In questo caso il vincolo di un endorsement può rivelarsi una vera e propria trappola. Vi possono anche regalare uno strumento ma poi le ditte si aspettano che lo usiate e vorranno qualcosa in cambio soprattutto se non siete dei musicisti affermati. Quindi occhio a dare l’esclusiva al marchio che sponsorizzate. Nel caso del comodato valutate se vi è davvero utile, perchè alla ditta resta la pubblicità che voi fate con il vostro lavoro ma a voi cosa resta? Non dico che sia sempre sbagliato anzi, il comodato può essere appunto comodo in alcune situazioni, per esempio in un tour quando avete tutta la strumentazione bloccata in un camion del service, ma è una cosa da valutare caso per caso. Se avete un buon rapporto col produttore un comodato vi può garantire assistenza continua e sostituzione dei prodotti e potrebbe essere anche la soluzione migliore. Voi vi sentirete supportati e il produttore sarà rassicurato dal fatto che non venderete la merce alle sue spalle. 

2) Voglio lo strumento gratis o a prezzo di favore ma quel prodotto per me rappresenta il mio suono o parte importante del mio suono

E’ sicuramente un approccio migliore ma deve essere il produttore a decidere se sei all’altezza. Nel caso sia davvero il tuo suono, se non si arriva a un accordo o se la ditta non ti reputa interessante, lo strumento te lo paghi e lo suoni lo stesso. Cerca di crescere da solo e riproponiti quando avrai più carte da giocarti e se ci saprai fare sarà poi quel produttore a cercarti in futuro. Occhio alle ditte che si propongono a voi quando non siete dei musicisti affermati, soprattutto se vi propongono un prezzo di favore (Artist Price). Spesso questi atteggiamenti nascondono delle vendite dirette camuffate e vi ritroverete “endorser” insieme a decine e decine di ingenui come voi. Valutate sempre bene la serietà di un marchio e dei suoi artisti , cercate di capire se è un marchio noto, se è presente su palchi importanti e se ce l’hanno musicisti conosciuti. Se avete tempo navigate anche nei forum e cercate di capire come sono percepiti dalla comunità dei musicisti.

Se vi chiedono di pagare uno strumento valutate se si tratta di un vero “artist price” o se è una cosa che fanno con tutti. Normalmente marchi seri hanno distribuzioni capillari e non gestiscono direttamente gli endorsers se non raramente. Valutare è la soluzione migliore, prendetevi il vostro tempo

3) C’è un marchio nuovo che mi piace molto e vorrei crescere con lui

Si tratta di un buon approccio secondo me il migliore.

Il presupposto è che il prodotto  vi piaccia davvero, meglio se lo avete già acquistato o almeno  usato, questo vi pone in una situazione di vantaggio perchè di fatto non state elemosinando niente. Poi la stima e la voglia di crescere insieme devono essere reciproche. Non vi aspettate troppo l’uno dall’altro, non pretendete solo, dovete anche imparare a dare. E’ il percorso più vero e più bello, io ho aiutato delle ditte a crescere e loro hanno contribuito a far crescere la mia immagine e mi hanno dato molto supporto.

4) Sono un musicista di fama mondiale e voglio usare i marchi più noti ed essere pagato profumatamente per quello

Che dire, beato te, ma questa guida è per i comuni mortali quindi fuori dal mio Blog. Leggo poi spesso frasi del tipo: “Suona quegli strumenti solo perchè lo pagano” riferita a musicisti sicuramente apprezzati ma con una fama limitata. Coloro che pensano che le ditte paghino profumatamente i musicisti per suonare i loro strumenti, non hanno le idee chiare su come funziona davvero e parlano solo per sentito dire. E il sentito dire deriva spesso da racconti poco veritieri e poco onesti di alcuni musicisti che dicono di esser pagati per suonare quei marchi quando in realtà la loro strumentazione l’hanno spesso pagata e sono loro che pagherebbero per non essere tolti dalla pagina degli endorser del produttore.

Alcune piccole raccomandazioni finali per coloro che riusciranno ad intraprendere rapporti di collaborazione: non cambiate troppo spesso marchio, questo vi farà apparire come dei mercenari poco attenti al suono che si concedono solo in cambio di visibilità e/o strumentazione gratis. In tanti anni vi potrà capitare di legarvi a più marchi per lo stesso tipo di prodotto/strumento ma il cambio deve essere motivato da un bisogno di crescita o da una esigenza sonora. E l’esigenza sonora dovrete giustificarla: se il vostro suono peggiorerà non ci avrete fatto una bella figura anche se siete passati a un marchio più noto sul mercato.

 

Non denigrate mai i marchi con cui avete lavorato in passato, non dareste una bella immagine di voi. E quando parlate del marchio con cui collaborate, siate obiettivi e credibili. “E’ il basso, l’ampli o la chitarra più bella del mondo e non esiste niente di meglio” è una frase che vi si ritorcerà contro se cambierete sponsor. 

Motivate sempre le vostre scelte e fatelo in modo chiaro, ci sono tanti ottimi strumenti in giro e denigrare i marchi concorrenti è una cosa scorretta assolutamente da evitare. Motivando la vostra scelta attirerete verso il marchio da voi preferito i vostri estimatori o quelli che si ritrovano nella vostra filosofia sonora, che è solo una delle filosofie possibili e il fatto che sia giusta per voi non vuol dire lo sia per tutti. Non tempestate le ditte di mail inutili e preconfezionate che mandate poi a tutti nella ricerca disperata di un endorsement. Chi legge queste mail ne riceve decine se non centinaia ogni giorno e sa se state bluffando, soprattutto se non date riferimenti specifici che dimostrino che conoscete e amate davvero quel prodotto. E cercate di essere appetibili aspettando il momento giusto per proporvi, suonare anche 30 giorni al mese ma alla sagra della salsiccia e nelle feste private non è quello che le ditte cercano in un musicista. Se non avete un minimo di curriculum serio e documentato )evitate di sprecare il vostro tempo e quello degli altri.

(P.S: i playback , le jam e le foto ai seminari a cui avete partecipato con musicisti famosi e i video in cameretta anche se pieni di visualizzazioni NON sono curriculum)

La mia raccomandazione finale è di suonare solo gli strumenti che vi piacciono, il vostro suono è un prolungamento della vostra anima di musicista e non potete comprometterlo solo per vantarvi di essere endorser. Vi garantisco che farvi comprare in cambio di un po’ di strumentazione in regalo o in comodato non  è una buona idea, perchè avrete ceduto   la vostra anima di musicista e spesso lo avrete fatto per pochi euro di componenti elettronici o di liuteria a basso costo. Ne vale davvero la pena?

 Buona Musica a tutti.